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L'atto eroico dea vecia col morter

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I fatti che vengono raccontati sono a metà via tra la leggenda e la storia.

Siamo nell'anno 1310 esattamente il 14 giugno e nella città di Venezia si stanno vivendo dei momenti concitati: è in atto una rivolta capeggiata da Baiamonte Tiepolo con l'aiuto del suocero Marco Querini nei confronti del doge Pietro Gradenigo.

Era una domenica mattina e il piccolo esercito formato dei rivoltosi si dirige  separandosi in due gruppi verso Piazza San Marco: il primo con la testa Marco Querini andrà per calle dei Fuseri, mentre il secondo attraversando il ponte di Rialto procederà per le mercerie guidato dal Baiamonte.

Tutto quello che avvenne dopo, in un episodio forse chiave della vicenda,  è stato tramandato a voce e non esistono testimonianze ufficiali ma si può dire che abbia influito sulle sorti dell'insurrezione

Quella mattina una vecchietta di nome Giustina Rossi venne svegliata presto da un gran trambusto proveniente dalla strada. la sua abitazione dava proprio sulle mercerie a pochi passi da Piazza San Marco .  

Come ogni mattina lei si stava preparando per far da mangiare e con un grosso mortaio stava iniziando a prestare il sale che sarebbe poi stato utilizzato per il pranzo. In quel momento decise di aprire la finestra per vedere quanto stava accadendo per strada e identificare il motivo di tutto quel trambusto: vedendo il piccolo esercito che si stava muovendo per strada deciso di lanciare il mortaio contro il portabandiera colpendolo a morte.

Questo atto eroico forse voluto dal caso o dettato da uno slancio di eroismo portò grande scompiglio tra le fila dei rivoltosi e diede un certo vantaggio alle truppe del Doge che presto sgominarono gli assalitori .

Il risultato fu  positivo , la rivolta venne repressa nel sangue e i pochi sopravvissuti vennero inseguiti fino al palazzo del Querini e tratti in arresto.

Il gesto della vecchietta ben presto venne ricompensato dal Doge esaudendo i desideri della vecchietta: le richieste infatti,  furono molto semplici. Per prima cosa chiese che l'affitto della sua abitazione non venisse mai più alzato visto che il padrone di casa era sempre più esigente; in secondo luogo chiese che ogni 15 giugno di ogni anno venisse esposto dalla su abitazione lo stendardo del portabandiera ucciso a commemorazione del gesto eroico.

Quello stendardo triangolare è ancora conservato nella collezione del Museo Correr. Cosa ancora più curiosa è che nelle vicinanze della presunta abitazione esiste un bassorilievo che ritrae una vecchietta intenta a lavorare con un mortaio , ma non esiste nessuna iscrizione che ricordi quei fatti.

Last modified onMercoledì, 21 Ottobre 2015 07:12

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