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Saor

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Uno dei condimenti della cucina di Venezia, che deriva dalla necessità di dover conservare il cibo dei pescatori per molto tempo.

 

 

 

La parola significa letteralmente sapore, e trattandosi di una "salsa" multiuso, poteva essere utilizzata sia per la carne che per il pesce. 

Si tratta di cipolle in agrodolce , cotte con aceto e olio, utilizzate più spesso con le sarde fritte, per fare la ricetta delle sarde in saor appunto. 

Fondamentalmente si fanno appassire le cipolle il più a lungo possibile per renderne più semplice la digestione e si fanno in un contenitore strati di cipolle così preparate e sarde precedentemente fritte. Per tradizione, più a lungo si fa riposare il piatto così composto, più acquista sapore (  si usa mangiarli anche dopo un paio di giorni ) 

secondo i mezzi economici di chi preparava questa pietanza,  al tempo della serenissima,  esistevano tre categorie di saor che potevano essere preparate: con i sfogi ( sogliole ) per i ricchi e i nobili, con i passarini ( passere di mare ) per i mercanti e i ceti più abbienti, con le sardele ( sardine ) per il popolo più povero.

Last modified onDomenica, 20 Settembre 2015 17:03

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