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Sguasseto a la bechera

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Si può trovarlo sotto il nome di guazzetto. Questa vecchia filastrocca porta alla memoria l'ormai dimenticata ricetta della tradizione, legata anche ad una misteriosa e truce leggenda metropolitana addirittura del XIV secolo. 

La ricetta nasce derivando lato pratico della vita: utilizzare tutte le parti dell'animale macellato al fine di trarne il massimo vantaggio.  Si tratta di un piatto povero, molto nutriente vista anche la lista degli ingredienti utilizzata.

Probabilmente era alla base delle colazioni dei lavoratori e operai durante il periodo della Serenissima Repubblica.

 

 

 

El di de la salute 

ghe gera tre ragasse 

che in cale de le Rasse 

sguasseto le gà magnà. 

Le gà magnà el sguasseto 

le gà portà via i pironi 

ghe gera do piantoni 

che dentro le gà menà 

 

 

serve 4 persone

 

200 gr Trippa 

200 gr Polmone 

200 gr coda di manzo 

100gr milza 

una costa di sedano 

una carota 

una cipolla 

sale e pepe 

parmigiano grattugiato alla fine 

 

 

si comincia pulendo bene le carni, facendole bollire per 10 minuti.   Una volta finita questa operazione, si butta via l'acqua utilizzata per la cottura e si lavano nuovamente in acqua fredda. Una volta terminato questo procedimento, si tagliano a piccoli pezzi e vanno rimessi in pentola insieme alle verdure e si aggiunge acqua salata.   Si lascia bollire il tutto togliendo la schiuma che si forma , di tanto in tanto. 

Va servito in piatti fondi o scodelle, cosparso di formaggio grattuggiato alla fine. 

Veniva preparato dai becheri o luganegheri ( macellai e salumieri ) e servito come piatto già pronto.

Last modified onDomenica, 20 Settembre 2015 17:03
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