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Costruire in Laguna

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Il primo problema fondamentale in una zona come la Laguna, è stato costruire delle abitazioni al riparo dall'acqua. Il terreno formato da zone di distese di acqua salmastra e isolotti formatisi con i depositi di materiale portati dai fiumi, non permetteva di costruire in maniera stabile e salutare.

Le prime costruzione avevano delle fondamenta di forma rettangolare, formate da strati di legna secca e sopra di essi veniva steso una sorta di pavimento fatto di argilla, poi "cotto" bruciandovi sopra della legna. In questo modo il terreno veniva reso impermeabile dall'umidità delle acque. 

Con l'aumento della popolazione, si rese necessario ampliare le zone "calpestabili" in laguna: costruire sull'acqua sarebbe stato impossibile, ma costruire dei "nuovi terreni" edificabili fu l'idea escogitata per ampliare la città. Con una serie di pali di legno portati dalle foreste vicine,  larghi 20-25 centimetri di diametro e lunghi almeno 2 metri.  

Venivano piantati a fondo nello strato più duro di fango, il caranto, e poi lo spazio strettissimo tra un palo e l'altro veniva riempito con pietre e altri piccoli materiali rocciosi per compattare il tutto. Sopra di esso Venivano stese delle , tavole in modo tale da distribuire in modo uniforme il peso delle costruzioni che sarebbero state posizionate li sopra. In questo modo il terreno era in grado di sopportare il peso di grandi costruzioni. Nelle epoche successive, le fondamenta subito sopra i pali erano costituite da uno strato di pietra d'Istria, le cui proprietà impediscono la risalità dell'umidità. 

I pali ( ricavati da tronchi d'albero interi, scorticati e perfettamente dritti ) essendo conficcati nel terreno e mai esposti all'aria ( trovandosi sott'acqua ) , si mantengono nel corso dei secoli indurendosi quasi come fosse pietra. 

Allo stesso modo risulta un sistema ingegnoso anche quello di arginamento delle rive : essendo i terreni costantemente sottoposti all'azione erosivo dell'acqua, sono stati creati dei terrapieni formati da fitti paletti di legno e lo spazio interno poi riempito con sassi. 

Tutte queste operazioni venivano effettuate "prosciugando" momentaneamente piccole porzioni di acqua, mentre il faticoso lavoro di conficcare i pali nel fondale fangoso veniva eseguito a forza di braccia. I pali venivano disposti partendo dall'esterno verso l'interno con un andamento circolare. Aumentando o diminuendo la distanza tra di essi , veniva modificata la portanza del terreno. 

Un esempio di quanto fossero robuste queste fondamenta, è il Campanile di San Marco : crollato nel 1902, l'esame delle fondamenta porta al risultato che esse erano esattamente come al momento della loro costruzione 1000 anni prima.

Last modified onDomenica, 20 Settembre 2015 16:34

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