Home Storia Storia della Repubblica 11 mila prostitute a Venezia nel XVI secolo

11 mila prostitute a Venezia nel XVI secolo

ponte delle tetteCarampane, traduzione letterale "sgualdrine". Nei pressi di Rialto esiste il Ponte de le Tette, traccia storica di questa attività: nelle vicinanze di questo ponte le cortigiane esponevano la loro "mercanzia" ( il proprio corpo ).

Esiste un fatto che può far riflettere : il numero così elevato di donne praticanti questo mestiere era incentivato dalla stessa Repubblica in quanto forniva una distrazione dall'omosessualità, cosniderato al tempo un peccato gravissimo e fuorviante, però  ampiamente diffuso tra la popolazione.

In base a un censimento effettuato nei primi anni del 1500 a venezia il numero di prostitute era crestiuto a più di 11mila e si potevano benissimo incontrarne passeggiando per le strade. Ovviamente essendo il numero di "praticanti" il mestiere così alto e la richiesta delle loro grazie, putroppo per loro, non altissima visto le tendenze sessuali dell'ultimo periodo dei cittadini della Repubblica,  l'introito di tale attività era molto basso e molte cortigiane vivevano quasi in povertà.

Ma si chiamavano perchè Carampane?

Fino alla metà del 1300 l'attività della prostituzione era regolamentata da leggi ben specifiche tanto che la loro attività poteva essere svolta in determinati luoghi solo nei pressi di Rialto, e alla sera esisteva una sorta di coprifuoco che imponeva loro di rientrare in casa. Nel secolo successivo tornarono ad espandersi nella loro attività nuovamente in tutta la città, fino a che per mettere un freno all'immoralità si decise di confinarle nall'attività ad un edificio appartenuto alla famiglia Rampani, da qui chiamato Ca' Rampani, ed ecco spiegato perché Carampane.

Severissime erano le regole che delimitavano i paletti per questa attività; molte concessioni ma dall'altro lato tante osservanze da rispettare, la pena erano punizioni fisiche come frustate.