Domenica, 02 Agosto 2015 00:00

Basilica di San Giovanni e Paolo

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Il nome originale della chiesa ( in veneziano ) è San Zanipòlo. Si tratta di uno degli edifici religiosi più grandi di Venezia. La sua costruzione è iniziata nel 1333 ,ad opera dei domenicani, viene terminata solo nel 1430;  rivaleggia con l'altra chiesa gotica del tempo, quella di Santa Maria Gloriosa dei Frari, dei Francescani. 

In origine sul fondo dove ora sorge l'imponente chiesa era presente un oratorio dedicato al profeta Daniele. Una leggenda dice l'idea di costruire la chiesa dedicata ai santi Giovanni e Paolo sia scaturita da un sogno del Doge Jacopo Tiepolo: in una visione, con colombe bianche con croci d'oro sulle teste e due angeli con turiboli d'oro, gli viene indicato proprio la zona dell'oratorio come luogo prescelto per la costruzione del tempio.

Il terreno viene quindi donato nel 1234 ai frati domenicani che subito iniziano la costruzione; successivamente visto l'aumento delle loro attività in città , sono necessari degli ampliamenti che porteranno alla chiusura del cantiere nel 1343 ; successive modifiche si protrarranno fino alla sua consacrazione definitiva circa un  secolo dopo, il 14 novembre 1430. 

Da vedere all'interno la Cappella del Rosario, con il  soffitto decorato da Paolo Veronese . 

L'adiacente convento oggi ospita l'Ospedale Civile, abbandonato dai domenicani dopo il loro allontanamento durante l'età napoleonica nel 1806.

 

Alla chiesa viene dato nel settembre del 1922 da Papa Pio XI il grado di Basilica Minore.

La facciata tripartita presenta il portale, sormontato da un rosone centrale, il tutto a opera di Bartolomeo Bon , Domenico Fiorentino e Sandro Magister ( Magister Luce ).  Le tre edicole sulla sommità ospitano le statue dei santi domenicani, San Pietro Martire, San Tommaso d'Aquino e San Domenico.

All'esterno sono presenti varie costruzioni adiacenti alla chiesa,  come la Scuola e la Cappella del Nome di Gesù, la cappella di San Domenico. L'edificio del convento domenicano in origine era la Scuola di Sant'Orsola, dove erano presenti le Storie di sant'Orsola di Vittore Carpaccio che attualmente sono conservate alle Gallerie dell'Accademia. 

L'interno a croce latina, è composto di tre navate divise da pilastri in cotto,  in cui sono conservati capolavori dei principali artisti veneziani.

Viene considerata una sorta di pantheon di Venezia, in quanto al suo interno sono presenti a partire dal Duecento le tombe di numerosi Dogi e personalità importanti, create da scultori come Nicola Pisano e Tullio Lombardo. Una vetrata del 15° secolo in vetro di Murano è visibile nel transetto sud, opera di Bartolomeo Vivarini, Cima da Conegliano e Girolamo Mocetto. 

 

Nella controfacciata sono presenti i monumenti della famiglia Mocenigo

- monumento al doge Alvise I Mocenigo e alla moglie Loredana Marcello ( indiziato da Girolamo Grapiglia e terminato del 1646 da Francesco Contin )
- monumento al doge Pietro Mocenigo ( terminato del 1481 da Pietro e Tullio Lombardo )
- monumento al doge Giovanni Mocenigo ( Tullio Lombardo )
- lapidi a pavimento dei dogi Alvise I, Alvise III Sebastiano, Alvise IV Giovanni Mocenigo

 

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