Lunedì, 03 Agosto 2015 00:00

Il Santo Patrono, San Marco

Rate this item
(1 Vote)

Sono diverse le leggende che fanno risalire le origini riguardanti l'attribuzione del titolo di Patrono a San Marco per Venezia. Questo fatto avvenne nell'anno 829, e San Marco va a sostituire San Teodoro.

Il sogno di san Marco 

Inviato dall'apostolo Pietro a portare la buona novella nelle terre del nord Italia, Marco si reca ad Acquileia e da li inizia la sua predicazione. Pietro poi gli invia un'altra missiva nella quale lo invita a recarsi ad Alessandria d'Egitto per convertire gli infedeli della città. Marco decide di ripartire in una sera tempestosa. Trovatosi in difficoltà cerca rifugio su una delle isolette della laguna , in una casupola di pescatori. 

In salvo dalla tempesta, cenerà con i suoi salvatori e troverà presso loro riparo per la notte. Addormentatosi gli appare in sogno un angelo che gli rivolge il messaggio profetico che su quelle isole dove si trovava , un giorno sorgerà una grande città e Marco stesso vi troverà il suo ultimo riposo e pace, accompagnato dalle celebri parole Paxi tibi, Marce Evangelista Meus.. 

Al mattino raccontò tutto ai pescatori prima di partire per l'Egitto, e questi ultimi rimasero molto impressionati anche sui racconti di Marco riguardanti Gesù tanto da tramandare di padre in figlio fino all'anno 829.

Sappiamo che Marco una volta arrivato in Egitto vi trovò infine la morte per martirio. 

Il corpo venne portato in patria in maniera rocambolesca: Bono da Malamocco e Rustico da Torcello furono i fautori dell'impresa. 

Nell'829 vigeva il divieto assoluto da parte dell'imperatore bizantino Leone V di effettuare commerci e scambi con le zone invase dai saraceni compresa Alessandria d'Egitto. Un vento "miseterioso" quasi fosse una volontà divina (...) spinse una decina di navi veneziane nelle acque di Alessandria, dove trovarono rifugio.  I veneziani compresi i due tribuni Bono e Rustico, trovarono riparo dalle angherie saracene presso il monastero della chiesa di San Marco che ospitava le spoglie del Santo. 

Dopo aver discusso a lungo con i custodi della chiesta, Teodoro e Stauranzio, si prese una decisione sicura: per contrastare le vessazioni nei confronti dei popoli cristiani d'Egitto sarebbe stata necessaria un'azione emblematica; la trafugazione del corpo di San Marco era stata decisa.

Una volta messi d'accordo tutti , si passo all'azione. Nel giorno prestabilito il sarcofago venne violato e si narra che subito un profumo di rose si sparse prima in tutta la chiesa e poi per i quartieri della città: era il profumo della santità.  Lo stratagemma fu nel camuffare le spoglie del Santo come fossero carne di maiale ( kanzir ) di fronte alle pattuglie saracene. Per loro la carne di maiale è considerata impura e ne è vietato qualsiasi contatto dalla loro religione.  Con disgusto le pattuglie si allontanavano lasciando quindi a Bono e Rustico via libera per la propria nave. 

Nessuna pena fu loro inflitta , causa aver violato l'editto di non commerciare nelle zone d'Egitto, visto il grande tesoro che trasportavano . Vennero accolti nel porto di Olivolo a Castello e il corpo del Santo venne ospitato nei palazzi del Doge, prima di procedere ad edificare una Chiesta in suo onore. 

L'ultima leggenda riguarda il ritrovamento del corpo di San Marco dopo molti anni nella stessa chiesa che lo ospitava.  Questo fatto ritrova riscontro nelle cronache dell'epoca in quanto effettivamente venne persa traccia del luogo esatto della sua tumulazione e miracolosamente poi venne ritrovato grazie al braccio del santo stesso che spunto da un pilastro prima come a benedire e poi a indicare la propria posizione.

 

 

Read 1327 times Last modified on Domenica, 20 Settembre 2015 16:13
More in this category: « Il remo La forcola »