Biasio luganegher

Biasio era il proprietario di una negozio di salumi e carni, situato di fronte alla chiesa attuale di San Geremia e Lucia. Molto famoso in città al suo tempo per la sua produzione del guazzetto, "sguasseto", una specie di spezzatino di carni così delizioso che attirava clienti provenienti da tutta la città.

Il suo insediarsi nel quartiere coincise con la sparizione di alcuni bambini. Essendo l'epoca dei fatti avvenuti un periodo storico alquanto "selvaggio" ai fatti non venne data molta importanza in quanto a quel tempo erano purtroppo molto più comuni rapimenti e morti casuali...le famiglie erano molto numerose e i genitori indaffaratissimi nelle faccende quotidiane non potevano tenere sempre sotto controllo le sorti dei propri figli.

Un giorno accadde che nella minestra servita dalla bottega di Biasio a uno degli avventori, venisse rinvenuta un piccola falange appartenente senza ombra di dubbio ad un bambino piccolo. Non si sa in quale modo sia stato riportato alle autorità, ma fatto sta che scattò subito una perquisizione della sua bottega e infine il mistero venne svelato in tutta la sua crudeltà: nella bottega furono trovati i resti dei bambini rapiti da Biasio e poi utilizzati per preparare il suo famoso guazzetto.

Subito Biasio fu tratto in arresto e costretto a confessare i suoi tremendi crimini. La sua condanna è stata altrettanto feroce: legato a dei cavalli , con le mani mozzate per colpa dei crimini commessi, viene trascinato per la città e condannato a morte in Piazza San Marco; le sue spoglie verranno poi esposte a monito di quanto accaduto. La sua casa e la bottega furono rasi al suolo e a ricordare la sua esistenza nella storia, esiste solo il nome della fondamenta , Riva de Biasio.

La storia di mescola con la leggenda, ma parte di quanto sopra raccontato non trova riscontro negli annali della città e nelle registrazioni delle condanne dei criminali. Ma è una storia che si narra da molto tempo e una filastrocca la ricorda

Su la riva de Biasio l’altra sera so andata col putelo a ciapar l’aria ma se m’ha stretto el cuor a una maniera che la mia testa ancora se savària: me pareva che Biasio col cortelo tagiasse a fete el caro mio putelo! 

Related Articles