Campanile di San Marco

L'altezza del campanile è di 98.6 Metri e si innalza di fronte alla Basilica di San Marco. Le sue origini sono del 888, per poi venire ricostruito agli inizi del 1500.

orari

📅 9.45 - 20 da luglio a settembre

9.30 - 17 da aprile a giugno

9.45 - 16 da ottobre a marzo

🎫 17 € per ingresso

📍 P.za San Marco, 30124 Venezia VE - SAN MARCO

💻 http://www.basilicasanmarco.it/basilica/campanile/

Viene chiamato "el paron de casa" , e con il suono delle sue campane ha regolato la vita dei veneziani per secoli.

Tra i fatti storici importanti che lo vedono come protagonista, c'è che dalla sua cima Galileo Galilei riusci a testare il tipo di cannocchiale da lui inventato.

La prima costruzione ( anno 888, sotto il Doge Pietro Tribuno ) fungeva come torre di avvistamento e faro a protezione del "Castello Ducale" e viene cominciata anche con materiale portato da Aquileia, ma sono successivamente nel 910 viene munito della torre campanaria.

Il 18 Maggio 1776 il campanile venne dotato di parafulmine, in quanto più volte viene danneggiato da eventi atmosferici: i fulmini più famosi che si sono abbattuti sul campanile sono stati registrati nel 1388 e 1489.

Nel 1962 è stato installato al suo interno una ascensore che ne permette la visita in comodità e sicurezza.

Ma quanto è alto?

attualmente 98,6 metri

le visite

Per una pura questione di furbizia e strategia si evitavano le visite da parte di ospiti "foreseti" al campanile, in quanto dall'alto della sua altezza si poteva dominare la vista di tutta la città. Alcune rare eccezioni venivano fatte e l'ospite di turno veniva portato in cima nel momento dell'alta marea, in modo tale da evitare di svelare i canali di accesso ben visibili dall'alto e conosciuti solo dai veneziani.

La storia secondo cui Napoleone Bonaparte sarebbe salito sul campanile di San Marco a Venezia a cavallo è un mito popolare, ma non ha fondamento storico. Non esistono prove documentate che confermino questo evento. La leggenda potrebbe essere nata come esagerazione o come parte del folklore locale per enfatizzare il potere e l'audacia di Napoleone, che conquistò Venezia nel 1797.

il crollo

Nel 1902, 14 luglio ore 9.52, crolla improvvisamente. Il consiglio comunale decide praticamente il giorno stesso di avviare la ricostruzione, che durò dieci anni, per riportarlo così com'era prima dell'incidente.

La Pietra del Bando salvo in qualche modo la colonna d'angolo della Basilica di San Marco, che non subì così alcun danno. Non seguì la stessa sorte un angolo della Libreria Marciana.

Fortunatamente, durante il crollo avvenuto il 14 luglio 1902, non ci furono vittime. Questo evento è stato considerato miracoloso, dato che il campanile era frequentemente visitato da turisti e abitanti della città.

Viene ritrovata invece indenne la campana principale del Campanile, chiamata Marangona, portata a Venezia durante il periodo del Medioevo da Oriente. Le altre quattro campane furono donate dal Papa Pio XI.

La sua ricostruzione cominciò il 25 aprile 1903 e terminò nel 1911 , per venire inaugurato ufficialmente il 25 aprile 1912 alla presenza del re d'Italia.

l'ombra del campanile

L'espressione "bever un'ombra" deriva dal fatto che fino al 1872 la base del Campanile era circondata da piccole bottege e osperie in legno: quindi "andémo a béver un gòto de vin a l'ombra del campanìl" è diventato nella sua forma ridotta il modo di dire "ufficiale" per indicare il bicchiere di vino.

lo Svolo del'Angelo

Durante il Carnevale di Venezia, il Giovedì Grasso era caratterizzato dall'attrazione dello "svolo de l'angelo" o "del turco", in cui un equilibrista scendeva dal campanile fino a una barca nel bacino di San Marco camminando su una fune. Successivamente, a causa di incidenti, l'equilibrista fu sostituito da una colomba di legno. Oggi, lo spettacolo del "volo della colombina" avviene la domenica precedente il Giovedì Grasso. La colombina vola dal campanile alla loggia del Palazzo Ducale, inscenando l'antico rito di omaggiare il doge, proclamando l'inizio del Carnevale tra coriandoli e palloncini.

curiosita

Indicativamente verso la sua metà in altezza, sporgeva una grossa trave alla quale, tramite una fune, era assicurata una gabbia di legno e ferro chiamata "cheba" ( gabbia in veneziano ) . Al suo interno venivano condannati i preti rei confessi di gravi delitti e veniva loro concesso come sostentamento pane e acqua , calati tramite una carrucola dall'alto.

Questo tipo di tortura viene abolita nel 1518

curiosita
la campana"Marangona" 

La campana principale si chiama "Marangona" ( o carpentiera ) perché il termine "marangona" era usato anticamente per indicare la corporazione dei carpentieri ("marangoni" in veneziano), che lavoravano il legno per costruire navi e strutture in legno.

Il nome della campana deriva quindi dal fatto che questa categoria di artigiani veniva tradizionalmente convocata dal suono di questa campana per iniziare e terminare la giornata lavorativa.

La Marangona serviva anche a segnalare vari eventi nella vita della città, come incendi o alluvioni, oltre che a chiamare i cittadini per riunioni pubbliche o annunci importanti e anche per annunicare riunioni del Maggior Consiglio.

le altre campane

Trottiera : suonava subito dopo la Marangona in caso di rionioni; al suo suono i patrizi dovevano sbrigarsi per raggiungere il Palazzo Ducale in occasione delle riunioni del Maggior Consiglio.

Nona ( o mezzana ) : suonava a mezzogiorno, e segnava anche la fine della pausa lavorativa.

Mezza Terza ( o Pregadì ) : suonava all'alba ed annunciava le riunioni del Senato.

Maleficio ( o Renghiera ) : suonava in occasione delle esecuzioni

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